Il «silenzio» che fa paura: comprendere l'ictus uditivo
La perdita uditiva improvvisa è più di un fastidio: è un'esperienza traumatica. Un orecchio che smette di funzionare nel giro di poche ore, accompagnato a volte da vertigini e acufeni, getta chiunque in uno stato di ansia. I medici parlano di sordità improvvisa neurosensoriale, ma molti pazienti la chiamano «ictus dell'orecchio» perché la sensazione è simile a un infarto del sistema uditivo. Il dolore psicologico è immenso: la paura di non riuscire più a seguire una conversazione, di isolarsi dal mondo.
La scienza dietro l'improvviso spegnersi
Secondo il National Institute on Deafness and Other Communication Disorders (NIDCD), ogni anno circa 66.000 nuovi casi di perdita uditiva improvvisa vengono diagnosticati solo negli Stati Uniti. La causa scatenante è spesso una brusca interruzione della microcircolazione cocleare. La coclea, l'organo a forma di chiocciola nell'orecchio interno, è estremamente sensibile alle variazioni di flusso sanguigno. Quando minuscoli vasi si ostruiscono (per coaguli, infiammazione o spasmi), le cellule ciliate e le fibre nervose iniziano a morire per mancanza di ossigeno.
Ricerca chiave: lo studio sull'ischemia cocleare
Uno studio pubblicato su Hearing Research (2019) ha dimostrato che l'ischemia della coclea attiva una cascata di eventi tossici: i neuroni del nervo acustico rilasciano quantità eccessive di glutammato, provocando eccitotossicità. Le cellule ciliate esterne e interne subiscono danni irreversibili in poche ore. La ricerca ha anche evidenziato che composti antiossidanti e neuroprotettivi possono ridurre significativamente il danno se somministrati precocemente.